Mi dilungo un po', ma provo a dare una risposta il più chiara possibile.
Con l'introduzione dell'euro, anche la gestione degli arrotondamenti in fattura è stato rivisto rispetto alla cara vecchia lira. In particolare, dal 2002 in poi, tutti gli importi finali, ossia quelli che costituiscono autonomi importi da pagare o contabilizzare, devono essere riportati al centesimo di euro. Si tratta degli importi relativi all’imponibile e all’IVA stessa distinti per aliquota, alle ritenute d’acconto, ai contributi previdenziali, etc...Eventuali altri importi, in quanto “calcoli intermedi”, possono invece essere indicati anche con un numero di decimali superiore a 2.
Di fatto, l'utilizzo di due cifre decimali dopo la virgola per imponibile e iva, induce uno spazio degli importi discreto. Detto in parole povere, esistono importi non raggiungibili applicando alla lettera quanto previsto dalla normativa in materia.
Esempio pratico: voglio emettere una fattura di importo complessivo (già ivato) 157,50. Applico quindi la funzione di scorporo, e ottengo:
1) Imponibile = 157,50 * 100 / 121 = 130,16528925619834710743801652893 -> Arrotondiamo a 2 cifre -> 130,17
2) Iva = 130,17 * 21 / 100 = 27,3357 -> Arrotondiamo a 2 cifre -> 27,34
3) Totale = 130,17 + 27,34 = 157,51
Di fatto, l'importo 157,50, non è fiscalmente raggiungibile. Per convincersene, basta creare una fattura con imponibile 130,16. In questo caso avreste:
1) Imponibile = 130,16
2) Iva = 130,16 * 21 / 100 = 27,3336 -> Arrotondiamo a 2 cifre -> 27,33
3) Totale = 130,16 + 27,33 = 157,49
Data la necessita di utilizzare imponibili arrotondati al centesimo, altri importi non sono possibili.
Ora, per aggirare il problema alcuni gestionali "aggiustano" gli importi incrementando artificiosamente l'iva o decrementando l'imponibile. In questo caso il conto finale torna, ma penna alla mano, i calcoli sono errati. Si arriva all'assurdo che due fatture con indentico importo imponibile possano avere due importi differenti (a seconda della compilazione con scorporo o meno).
Tale soluzione non mi è mai piaciuta ed ho quindi evitato di implementarla in MicroFatture, invitando tutti ad imparare a ragionare in termini di imponibile (torna sempre comodo, specie qualora dovessero mai servire note di accredito parziali), invito che ribadisco anche in questa occasione.
Ciò detto, dato che mi rendo conto che in certi casi la cosa possa essere scomoda, mi sono convinto ad implementare nel meccanismo di calcolo di MicroFatture le correzioni in caso di scorporo. Sto ancora pensando alla migliore soluzione, ma presumibilmente:
1) Sarà implementata in MicroFatture Extra
2) La correzione prevederà:
* In caso di importo calcolato superiore all'importo non scorporato, l'indicazione esplicita di uno sconto fuori campo iva (in questo caso l'importo IVA sarà quello corretto, l'imponibile inferiore al reale).
* In caso di importo calcolato inferiore all'importo non scorporato, l'incremento dell'importo dell'IVA (in questo caso l'importo IVA sarà artificioso, l'imponibile corretto).
3) Tale modalità di calcolo dovrà essere selezionata esplicitamente nelle impostazioni.
4) L'applicazione della correzione sarà evidenziata nell'anteprima di stampa ("In questa fattura è stato applicata una correzione per gli importi scorporati").
Fatemi sapere che ne pensate (specie se ci sono commercialisti alla lettura...).
Nel frattempo, buon lavoro a tutti!